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Haile Selassie I - Insegnamenti

Non Sprecare Tempo in Dibattiti Vani

“Non c’è bisogno di alcuna elaborazione per mostrare che soffermarsi su pensieri oziosi e vano dibattito ammonti a sprecare il proprio tempo prezioso, così come quello degli altri, poiché ritarda il progresso dell’Etiopia. La lotta per accrescere l’aspettativa di vita e per sradicare malattia e povertà, due dei principali ostacoli per progresso e sviluppo, chiama allo sforzo diligente e coscienzioso da parte dell’istruito. Quello che ci aspettiamo da tali persone è un serio senso del dovere. Problemi e bisogni, piuttosto che essere utilizzati come argomenti di conversazione oziosa, devono creare un impulso, una nuova forza trainante verso il progresso. Gli insegnanti universitari, in particolare i nostri insegnanti Etiopi, devono identificare quei problemi e bisogni, conducendo una ricerca veritiera e seria in discipline differenti, espandendo l’educazione, adattando i loro sforzi alla soddisfazione dei bisogni presenti, e conseguendo risultanti concreti. Abbiamo fiducia che voi, così come quelli che si sono laureati prima di voi, siate stati veramente educati in questo spirito.”

– Sua Maestà Imperiale Haile Selassie I

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Haile Selassie I - Insegnamenti

Attenti all’Indipendenza Illusoria

“Comunque, questo conseguimento non può avere un impatto sul credito dei popoli Africani se l’indipendenza ottenuta è soltanto nominale. In tale situazione, l’emersione dal colonialismo non è altro che illusoria, e l’uso della parola ‘indipendenza’ costituirebbe non soltanto una distorsione, ma anche un disservizio alla causa della libertà Africana, erigendo uno schermo dietro cui quelle stesse influenze straniere che finora si sono rivelate al mondo come interessi coloniali, possano, sotto travestimento, continuare ad operare”.

– Sua Maestà Imperiale Haile Selassie I

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Haile Selassie I - Insegnamenti

Portare Avanti la Causa dell’Educazione

“E’ passato il tempo di offrire al nostro paese un servizio a parole. Il bisogno impellente del nostro popolo è l’educazione, senza cui non possiamo mantenere la nostra indipendenza. La prova del vero patriottismo è riconoscere questo fatto: nel caso di coloro che possiedono i mezzi, significa fondare scuole, e portare avanti la causa dell’educazione in ogni modo. Il progresso deve essere realizzato poco a poco. Ho costruito questa scuola come un inizio e come un esempio, e mi appello agli abbienti in mezzo al popolo affinché lo seguano”.

– Sua Maestà Imperiale Haile Selassie il Primo –

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Haile Selassie I - Insegnamenti

Religiosi e Laici Devono Coordinare i loro Sforzi

“Risolvere ed alleviare i molteplici problemi che assediano il mondo non è delegato soltanto alle potenze temporali. I leader spirituali e i laici hanno anche il sacro dovere di coordinare i loro sforzi per far avanzare la causa del genere umano”

–  Sua Maestà Imperiale Haile Selassie il Primo –

 

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Haile Selassie I - Testimonianze

Generale E.Virgin, Alto Militare Svedese, 1936

“Sua Maestà l’Imperatore Haile Selassie I, Re dei Re, Scelto di Dio, Leone Conquistatore del Lignaggio di Giuda, discendente di Re Salomone e della Regina di Saba, siede immobile, avvolto nel suo setoso mantello nero che nasconde l’altro suo vestito. I pensieri di ognuno involontariamente si volgono all’immagine di un qualche dio Orientale, fin quando non ci si avvicini e si possano distinguere i suoi tratti. E’ un individuo vivente, pensante, senziente che siede sul trono imperiale d’Abissinia. I suoi occhi sono tersi, saggi e penetranti. Dall’alta fronte scaturisce il naso delicato, ben proporzionato. La forse debole bocca è attorniata da una corta barba e baffi, nero carbone come i suoi spessi capelli. Il colore del suo volto è bronzo dorato scuro. Quando dà la sua mano insolitamente ben-formata, piccola ma forte, un sorriso luminoso accende i tratti scuri e gli occhi tristi.”
(Tratto da “The Abyssinia I Knew”, Generale Virgin, London 1936, pag. 62)
“Aveva gli occhi fiammeggianti come fuoco, i piedi avevano l’aspetto del bronzo splendente purificato nel crogiuolo. La voce era simile al fragore di grandi acque. Nella destra teneva sette stelle, dalla bocca gli usciva una spada affilata a doppio taglio e il suo volto somigliava al sole quando splende in tutta la sua forza.”
(Apocalisse 1, 15-16)
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Haile Selassie I - Leggi e Governo

Haile Selassie I e la Questione Palestinese

HAILE SELASSIE I RUPPE TUTTI I RAPPORTI CON LO STATO DI ISRAELE:

Quando nel Novembre 1947 fu votata la Risoluzione 181 (II) delle Nazioni Unite, che prevedeva la creazione dello Stato di Israele insieme ad uno Stato Arabo Palestinese e la relativa spartizione del territorio, l’Etiopia si astenne. L’Imperatore infatti non era contrario di principio alla creazione di uno stato giudaico che compensasse le persecuzioni ebraiche prodotte dal nazifascismo, ma questo doveva avvenire nel pieno rispetto della popolazione araba residente, che in diversi punti non concordava col progetto. Difatti, subito dopo la dichiarazione d’indipendenza di Israele, nel Maggio 1948, scoppiò la prima guerra Arabo-Israeliana.

Dopo il conflitto, i coloni sionisti si insediarono di fatto nei territori palestinesi assegnati loro, e istituirono lo Stato di Israele, che tuttavia l’Etiopia, proprio a motivo delle criticità già esposte, non riconobbe legalmente fino al 1961, quando Israele stabilì rapporti e relazioni diplomatiche con la maggioranza dei paesi mondiali. Dovremmo ricordare che sino ad allora l’unico stato legalmente riconosciuto e conosciuto come “Regno di Israele” era proprio l’Etiopia.

Nel 1967, come era stato ampiamente previsto, la situazione degenerò in un altro conflitto, durante il quale Israele si affermò come potenza militare, tecnicamente e politicamente sostenuta dagli Stati Uniti, e cominciò ad occupare progressivamente i territori legalmente assegnati dall’ONU agli Arabi, tra cui Gaza. Questo portò all’unanime approvazione della Risoluzione 242 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, di cui l’Etiopia era membro non permanente, che intimava agli Israeliani di ritirarsi dai territori Arabi occupati, e di rispettare la sovranità di tutti i popoli dell’area, incluso quello Palestinese.

Da qui cominciò un conflitto tra lo Stato di Israele e il diritto internazionale che perdura sino ai nostri giorni, perché quei territori sono ancora in stato di occupazione da allora, nell’infrazione di ogni legalità politica. Nel 1973 scoppiò un altro conflitto, e le Nazioni Unite approvarono la Risoluzione 338, che ordinava un cessate il fuoco entro 12 ore e l’osservanza della risoluzione 242 con il ritiro degli Israeliani dai territori occupati, che ovviamente non avvenne.

In seguito a questa ostinazione gravissima e tenace contro la legge internazionale, Haile Selassie I ordinò la totale rottura dei rapporti con Israele: interruzione di tutte le transazioni e degli scambi commerciali, interruzione di qualunque forma di collaborazione e comunicazione politica, ritiro delle ambasciate e delle rappresentanze diplomatiche, immediata espulsione degli ufficiali e degli uomini di potere israeliani che risiedevano in Etiopia. E’ quello che le nazioni rispettose dei diritti umani dovrebbero fare, e l’Italia e l’Europa non lo fanno poiché temono ritorsioni politiche e finanziarie, dacché i sionisti costituiscono una delle lobby più potenti del sistema economico occidentale e sono un avamposto dell’imperialismo americano in Medio Oriente.

E l’Imperatore non ristabilì mai queste relazioni, poiché nel 1974 avvenne il colpo di stato comunista di Menghistù Hayle Maryam, e alcuni storici credono che ciò sia avvenuto anche a conseguenza di quella presa di posizione riguardo alla questione palestinese. Come affermò il Re dei Re:

“Fintanto che Israele rimane in questi territori, non c’è alcuna possibilità per la pace nel Medio Oriente. Dacché Israele non si è ritirato dai territori conquistati, l’Etiopia ha deciso di tagliare le relazioni diplomatiche con esso, e sarà così fino a quando Israele non si ritirerà”.

Come ben sapete, l’ONU ha recentemente ribadito la validità legale di questa richiesta, ed è stata per questo tacciata dalle autorità israeliane di “anti-semitismo”, sebbene gli Arabi siano semiti, probabilmente di più degli Ebrei Askenaziti chiaramente europeizzati. E’ responsabilità di tutti coloro che si ispirano ad Haile Selassie I e all’Etiopia custodire questa lezione e portare avanti questa causa veramente umanitaria, cruciale per la pace nel Medio Oriente e nella Terra Santa dei Profeti. E’ responsabilità speciale di tutti coloro che rappresentano mediaticamente Rastafari, e si propongono come educatori a riguardo, di prendere posizione chiara ed esplicita e di evidenziare l’urgenza dell’impegno e della mobilitazione, mostrando di conoscere davvero il messaggio del proprio Dio e di avere a cuore la verità e la giustizia.

In foto: Haile Selassie I a Gerusalemme nel 1936

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Poesia Spirituale

Ode per Addis Abeba

Un’ode per Addis Abeba dallo storico monumento della Capitale, il  “Tiqur Anbessa“.

È una delle poesie contenute nel nostro ultimo libro, “Lungo i Fiumi di Babilonia”, che potete ricevere mediante servizio postale scrivendoci su info@rastafari-regna.com

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Bob Marley

La Bibbia è Tutto – Sua Maestà è L’Alfa e L’Omega

Giornalista: “Come diffondi tra la gente questa ideologia o modo di pensare ?”
MARLEY:La Bibbia, uomo. La Bibbia è tutto, uomo. Tutti hanno una Bibbia, a prescindere dalla loro nazione. Puoi andare e vedere una Bibbia a Chinatown – non puoi leggere perché è scritta in Cinese, e non conosci il Cinese. Ma se la traducono e leggono – è la stessa cosa che direbbe questo ragazzo qui con noi. E la Bibbia dice ‘Re dei Re, e Alfa e Omega…’. Chi è l’Alfa e l’Omega ?
Giornalista: (dopo una pausa) “Dio”
MARLEY:Si – e così non hai mai saputo che Sua Maestà è l’Alfa e l’Omega?
Intervista con Jeff Cathrow, San Francisco 1978
“Ecco, viene sulle nubi e ognuno lo vedrà; anche quelli che lo trafissero e tutte le nazioni della terra si batteranno per lui il petto. Sì, Amen! Io sono l’Alfa e l’Omega, dice il Signore Dio, Colui che è, che era e che viene, l’Onnipotente.”        (Apocalisse 1,7-8)
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Haile Selassie I - Insegnamenti

La Crescita è un Processo Lento e Graduale

“Lo standard di vita goduto nelle nazioni altamente sviluppate del mondo non è stato conseguito da un giorno all’altro, e neppure è stato ottenuto facilmente o senza fatica e sacrificio immensi. La crescita economica e sociale è un processo laborioso e lento. Lo sviluppo è il risultato accumulato di intensi sforzi su lungo termine. Non è abbastanza che una nazione desideri lo sviluppo e la maturità economica, proprio come un bambino non può diventare un uomo soltanto volendolo. Si richiede tempo, ed esperienza, e prova ed errore. I processi e i requisiti della natura non possono essere ignorati o evasi. Il bambino deve prima gattonare, e poi camminare, prima di poter correre. Così, anche una nazione deve progredire attraverso stadi successivi di crescita, prima di raggiungere lo stadio in cui sia possibile uno sviluppo rapido e in continua accelerazione.”
– Sua Maestà Imperiale Haile Selassie I –
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Haile Selassie I - Insegnamenti

Non Discriminare Tra i Mestieri

“L’educazione tecnica non dovrebbe essere disdegnata come se non si addicesse alla propria dignità, mentre prepara per mestieri come agricoltura, falegnameria e edilizia. Se l’educazione deve promuovere il progresso della nazione, deve essere accoppiata con il desiderio di fare un lavoro utile e creativo che non sia soltanto confinato ai mestieri clericali o amministrativi. Una persona educata può dare beneficio alla sua società quando mostra risultati benefici senza discriminare tra mestieri.”
— Sua Maestà Imperiale Haile Selassie I —
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