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“Comunque, questo conseguimento non può avere un impatto sul credito dei popoli Africani se l’indipendenza ottenuta è soltanto nominale. In tale situazione, l’emersione dal colonialismo non è altro che illusoria, e l’uso della parola ‘indipendenza’ costituirebbe non soltanto una distorsione, ma anche un disservizio alla causa della libertà Africana, erigendo uno schermo dietro cui quelle stesse influenze straniere che finora si sono rivelate al mondo come interessi coloniali, possano, sotto travestimento, continuare ad operare”.
– Sua Maestà Imperiale Haile Selassie I


Basta recarsi alla Stazione Centrale di Milano per capire che questa Nazione non ha mai fatto i conti onestamente con il suo passato.
Una targa commemorativa dei martiri della “Guerra Italo-Etiopica“, morti per “il supremo ideale” di un’invasione immorale, illegale, sciagurata, fallimentare, inutile, abominio di ignoranza e inciviltà.
Abbiamo decine di queste carcasse sparse per il territorio, anche in punti d’importanza politica e di grande esposizione, ed è arrivato il tempo che gli Italiani conoscano la verità, e che tutto questo venga ufficialmente rettificato.
E sarebbe un’opera concretamente anti-fascista.

INTERVISTATORE: “Chi ti ha influenzato ?”
MARLEY: “Beh, penso che le mie influenze maggiori vengano da Marcus Garvey e Haile Selassie.”
INTERVISTATORE: “Per quello che hai ascoltato riguardo a Garvey quando eri ragazzo o per quello che hai imparato adesso che sei cresciuto, o cosa ?”
MARLEY: “Per quello che ascoltiamo, quello che leggiamo, e quello che sappiamo di lui adesso.”
INTERVISTATORE: “Hai imparato riguardo a Garvey a scuola?”
MARLEY: “No, no. Vedi che non lo insegnano… è l’educazione che non acquisiamo a scuola. Non acquisiamo quel tipo di educazione per cui quando cresciamo sappiamo chi è. Acquisiamo educazione per poter conoscere chi sia Cristoforo Colombo, o chi sia Marco Polo, sai ? Ma non abbiamo mai saputo davvero chi fosse Marcus Garvey o Haile Selassie o qualsiasi uomo nero.”
Intervista con Gil Noble, New York 1980





