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Haile Selassie I - Insegnamenti

Le Ricchezze della Conoscenza

“Negli anni recenti, abbiamo molto sentito parlare delle ricchezze economiche del nostro continente e del beneficio per noi stessi e per il mondo che risulterebbe dal loro sfruttamento e sviluppo. Abbiamo qui, tuttavia, un’altra potenziale fonte di ricchezza che non deve essere trascurata – il beneficio che noi e il mondo matureremo se ai nostri figli saranno garantiti gli strumenti della conoscenza, e se saranno resi in grado di acquisire la perizia che può derivare dall’educazione. Questi strumenti e queste perizie li aiuteranno a realizzare come individui la loro piena statura intellettuale, morale e culturale, e dunque li renderanno in grado, come membri di una società, di contribuire degnamente alla costruzione della nostra civiltà umana. L’uomo è stato dotato dell’innato desiderio e dell’abilità di acquisire sapienza e apprendimento, ed è dovere dei leader ispirare e guidare i nostri popoli in questa impresa.”

– Sua Maestà Imperiale Haile Selassie I –

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Haile Selassie I - Insegnamenti

Staccarsi dai Desideri Mondani

“Le parole della Santa Bibbia, ‘Dai e ti sarà dato’, sono degne d’essere osservate nelle vostre vite quotidiane. Questo importantissimo evento dovrebbe essere un tempo in cui riflettere e porre a voi stessi le domande: ‘Che genere di servizio stiamo andando a rendere al nostro paese, e cosa intendiamo compiere nella vita?’ Crediamo fermamente che se farete a meno dell’amor proprio e dell’indulgenza verso voi stessi, e vi staccherete dai desideri mondani, sarete in grado di rendere grandi contributi alla vostra famiglia, alla vostra comunità e al vostro paese.”

– Sua Maestà Imperiale Haile Selassie I –

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Haile Selassie I - Insegnamenti

Combattere la Disoccupazione

“La disoccupazione è nociva – essa nuoce e danneggia il disoccupato stesso, la sua nazione e il suo paese. I datori di lavoro dovrebbero sforzarsi di creare altri posti di lavoro. Il lavoratori dovrebbero occuparsi del proprio lavoro con diligenza e vigore. Questi attributi gemelli sono le pietre d’angolo del progresso.”

Sua Maestà Imperiale Haile Selassie I

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Haile Selassie I - Insegnamenti

Essere Determinati a Lavorare oltre che a Parlare

“Una persona affamata non può essere placata dal mero racconto della sua fame; similmente, quello di cui l’Etiopia ha bisogno non è una persona che possa parlare dei suoi problemi, ma qualcuno che sia determinato a servirla con entusiasmo, re-ispirato dalla sua gloriosa e lunga storia e spronato dalle lacune presenti. Ciò può essere meglio manifestato nelle opere piuttosto che nelle parole. La vostra convinzione ad aiutare il paese deve essere dimostrata nella vostra determinazione a lavorare. Per farlo, dovete, invece che lavorare per fini personali, travagliare per la comunità e per risultati comuni. Questo, a sua volta, chiamerà alla dedizione a vivere, lavorare e servire nelle aree rurali, dove è meno confortevole. Ancora, questo si vedrà nei frutti delle vostre imprese, e non in ciò che altri dicono riguardo ad esse o vedono in esse.”

–  Sua Maestà Imperiale Haile Selassie I –

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Haile Selassie I - Testimonianze

Presidente USA D. D. Eisenhower – 1954

Casa Bianca, Washington, USA
26 Maggio 1954
“Vostra Maestà, signore e signori:
Durante il passato secolo e mezzo, molti individui di distinzione si sono intrattenuti tra queste mura – alcuni del nostro proprio paese, altri in visita presso di noi dall’estero. Penso di poter dire con sicurezza che mai alcuna compagnia qui riunita sia stata onorata dalla presenza nel suo ospite d’onore di un individuo più noto per la sua fiera difesa della libertà, e per il suo coraggio nel difendere l’indipendenza del proprio popolo, dell’ospite d’onore di questo pomeriggio.
Ho letto una volta che non si può sapere di alcun individuo se abbia grandezza fin quando non sia stato testato nell’avversità. Per mezzo di questo test, il nostro ospite d’onore ha stabilito nuovi standard nel mondo. In 5 anni di avversità, con il suo paese invaso ma mai conquistato, egli non ha mai perso per un solo singolo secondo la sua dignità. Egli non ha mai perso la sua fede in sé stesso, nel suo popolo, nel suo Dio.
Considero un grandissimo privilegio, signore e signori, chiedervi di alzarvi e fare con me un brindisi a Sua Maestà Imperiale, l’Imperatore d’Etiopia.”
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Haile Selassie I - Insegnamenti

Le Responsabilità dei Giovani

“Le statistiche rivelano che i giovani costituiscono una larga porzione della popolazione dell’Etiopia. Perciò, il suo sviluppo economico dipenderà dal nuovo vigore, il nuovo interesse, il nuovo spirito dei giovani. Il proposito dell’educazione non è quello di assumere un individuo per un impiego permanente, ma di renderlo auto-sufficiente ed equipaggiarlo con la facoltà della creatività. Si dovrebbe stare in piedi sulle proprie gambe, scansando pigrizia ed indefinita dipendenza dai propri genitori. Questo, naturalmente, richiede disciplina e determinazione. I giovani che abbiamo educato hanno l’obbligo di servire la comunità da cui provengono. La loro partecipazione ai programmi nazionali del paese è vivamente attesa. Le nostre risorse naturali donateci da Dio, sia sugli altopiani che sui bassopiani, sono ideali per varie imprese agricole. Se i giovani del paese non hanno un impiego retribuito devono biasimare sé stessi, e non la società che li ha educati con grande spesa e sacrificio. La generazione giovane può essere un credito per la società se è dedita a servire l’interesse comune della comunità. Gli esempi di una tale dedizione non mancano, e questo è uno degli obbiettivi dell’educazione”.

– Sua Maestà Imperiale Haile Selassie I –

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Haile Selassie I - Profezie

Il Suo Popolo in Vesti Candide

“Uno dei vegliardi allora si rivolse a me e disse: ‘Quelli che sono vestiti di bianco, chi sono e donde vengono?’. Gli risposi: ‘Signore mio, tu lo sai’. E lui: ‘Essi sono coloro che sono passati attraverso la grande tribolazione e hanno lavato le loro vesti rendendole candide col sangue dell’Agnello. Per questo stanno davanti al trono di Dio e gli prestano servizio giorno e notte nel suo santuario; e Colui che siede sul trono stenderà la sua tenda sopra di loro’.”
Apocalisse 7, 13-15
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Haile Selassie I - Insegnamenti

Né “Ismi” né “Scismi”

“Le varie attitudini verso la vita e le ideologie moderne non hanno assicurato una pace duratura nel mondo; al contrario, sono diventate fonti di frizione e cause di conflitto. Come abbiamo ripetutamente detto, l’Etiopia ha sempre seguito una politica di non-allineamento e amicizia con tutte le nazioni. Si è sempre sforzata di mantenere e rafforzare queste politiche. L’Etiopia intrattiene relazioni amichevoli con tutti i paesi dell’Africa, dell’Asia, dell’Europa e dell’America, ad eccezione forse di quei pochissimi paesi che non comprendono la reale storia dell’Etiopia e la buona volontà del popolo Etiope. L’Etiopia cerca di sviluppare relazioni pacifiche e amichevoli con tutti i suoi vicini.”

–  Sua Maestà Imperiale Haile Selassie I –

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Haile Selassie I - Testimonianze

Università di Montreal, Canada – 1954

Olivier Maurault, Rettore dell’Università di Montreal, Canada.
Montreal, 4 Giugno 1954
Vostra Maestà,
la Vostra visita è un grande onore per noi. Diamo il benvenuto e salutiamo la Vostra maestà con sincera gioia.
Stiamo rendendo omaggio al supremo governante che regna sul più antico trono della Cristianità, al capo dell’Etiopia millenaria, il figlio dell’illustre padre, il coraggioso e saggio Principe Imperiale ras Makonnen, il più eccezionale statista del rigenerato regno di Menelik e Saba.
Il vostro regno, più grande della Francia, enorme blocco di montagne d’alta altitudine che emerge dai bassipiani tropicali tra il Nilo e il Mar Rosso, immenso altopiano tagliato da bruschi canyon in cui spesso scorrono fiumi torrenziali, il vostro regno è stato chiamato il bastione dell’Africa. A nord c’è Aksum, la vostra città sacra, che esisteva già mille anni prima di Cristo; a sud c’è Harar, la vostra città natale; al centro Addis Abeba, la vostra capitale. Essendo uno dei paesi più pittoreschi del mondo, l’Etiopia possiede questa caratteristica unica: è un regno Cristiano che esisteva al tempo dell’imperatore Romano Costantino, ‘un’enclave di Cristianità, isolata e preservata, in mezzo all’Islam’. Le conquiste islamiche hanno inondato le terre Mediterranee 13 secoli fa. Hanno immerso l’Egitto, la Siria, la Tripolitania, il Maghreb, la costa orientale dell’Africa, fino a Zanzibar. Questa ondata, irresistibile per altri paesi, non ha potuto conquistare l’Etiopia. Voi siete il governante di questo paese.
Stiamo salutando in voi, Maestà, l’uomo di pace e legge. Persino da giovane, vi fu dato il governo di una provincia distante e difficile. L’avete governata con sapienza. Più tardi, la Provvidenza volle affidarvi responsabilità maggiori: vorrei menzionare qui la Reggenza del regno, di cui vi siete assunto il compito dal 1916. Avete portato questo carico con coraggio inflessibile, con umiltà e carità. Nei giorni infelici di commozione interna che seguirono la morte del vostro famoso predecessore, l’Imperatore Menelik II, voi supportaste la causa della Santa Croce, come in passato il grande imperatore Romano Costantino, e come lui, spesso posto da solo contro potenze più forti, avete vinto. Ma, meglio di lui, nel tempo del vostro trionfo, siete rimasto giusto e misericordioso verso i vostri nemici. Ne seguì un difficile periodo di transizione che avete padroneggiato con abilità. Al tempo del vostro accesso al trono di Salomone e dei vostri avi, nel 1930, una nuova epoca iniziò per il vostro Impero. L’adattamento dello Stato alle moderne correnti fu incoraggiato da Vostra Maestà; voi lo faceste ammettere alla Società delle Nazioni nel 1923, voi gli deste un Parlamento. Poco dopo questo successo, fu volontà di Dio Onnipotente mettere alla prova voi e il vostro popolo con la piaga della guerra, dell’invasione e dell’esilio.
Al vostro ritorno nella vostra capitale alla testa di un esercito, nel 1941, vi siete affermato, senza amarezza e evitando la vendetta, come capo dell’Etiopia. In ogni materia, grande o piccola, il vostro paese ha ricevuto la vostra guida e il vostro incoraggiamento.
Le grandi menti spesso si rivelano nelle piccole cose. Come posso dimenticare che Vostra Maestà, non molto tempo fa, ha onorato la nostra Università con un prezioso dono di libri Etiopi ? Nel mezzo dei problemi di Stato avete trovato tempo e modo per spargere la mostra munificenza verso il nostro centro culturale, così distante e così nuovo per voi.
Nella vita di un uomo ci sono poche cose più felici del rievocare le disavventure passate. Diciotto anni fa, eroe di una causa che sembrava persa, avete parlato dinanzi ad un’assemblea internazionale, indifferente, sgradevole, ostile, e vi siete appellati al giudizio di Dio e della storia.
Noi tutti temiamo il Dio della Giustizia, ma la storia, la grande custode della volontà di Dio sulla terra, vi ha reso giustizia: avete sopportato la durezza con pazienza e il vostro trionfo fu una vittoria dell’uomo franco che ha portato avanti il combattimento del Signore.
Signori: la comunità delle idee non conosce confini o divisioni. Il trionfo di uno è il trionfo di tutti. Nel riconoscimento di ciò, ho l’onore di conferire la laurea di Dottore dell’Università di Montreal a Sua Maestà Imperiale Haile Selassie I, Eletto di Dio, Leone Conquistatore della Tribù di Giuda.”
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Bob Marley

Rifiutare la loro Educazione Coloniale

INTERVISTATORE: “Chi ti ha influenzato ?”

MARLEY: “Beh, penso che le mie influenze maggiori vengano da Marcus Garvey e Haile Selassie.”

INTERVISTATORE: “Per quello che hai ascoltato riguardo a Garvey quando eri ragazzo o per quello che hai imparato adesso che sei cresciuto, o cosa ?”

MARLEY: “Per quello che ascoltiamo, quello che leggiamo, e quello che sappiamo di lui adesso.”

INTERVISTATORE: “Hai imparato riguardo a Garvey a scuola?”

MARLEY: “No, no. Vedi che non lo insegnano… è l’educazione che non acquisiamo a scuola. Non acquisiamo quel tipo di educazione per cui quando cresciamo sappiamo chi è. Acquisiamo educazione per poter conoscere chi sia Cristoforo Colombo, o chi sia Marco Polo, sai ? Ma non abbiamo mai saputo davvero chi fosse Marcus Garvey o Haile Selassie o qualsiasi uomo nero.”

Intervista con Gil Noble, New York 1980

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