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Musica Regale

Peter Tosh – Il Rasta Vive la Bibbia

Intervistatore: “Leggi la Bibbia ogni giorno?”
Peter Tosh: “No, io vivo la Bibbia ogni giorno. Ci sono persone che leggono la Bibbia ma non vivono la Bibbia. Leggere la Bibbia non salva la tua anima, perché la Bibbia è soltanto un’altra versione di una versione. E la verità è stata distorta per creare conflitti e far sì che la gente si perdesse nell’illusione. Così, per soddisfare quelli che dipingono un mondo di fantasia. Ma io conosco queste cose, e siamo anime reincarnate da quel tempo, e sappiamo chi eravamo a quel tempo. La Bibbia dice: “Cerca e troverai“. E quando cerchi di trovare te stesso, troverai te stesso; “Bussa e sarà aperto”, le porte della sapienza sono aperte. E quando prego non chiedo ricchezza. Io chiedo sapienza e conoscenza e comprensione. E protezione dai mali che sono in agguato nei luoghi oscuri. Così questo è il modo in cui devo vivere.
Vedi che la filosofia del Rastaman non è nulla di nuovo. Nulla del diciottesimo, del diciannovesimo o del ventesimo secolo. Risale all’origine della terra. Non è una religione. E’ un modo di vivere tradizionale. Come discepoli di Cristo.”
Intervista con John Swenson, 1981
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Haile Selassie I - Insegnamenti

La Bibbia Non è Mitologia

Chiesi all’Imperatore Haile Selassie I di fare un commento personale su questa leggenda (la storia della Regina di Saba e di Salomone). Lui replicò in maniera ferma e diretta:
<<Questa non è una leggenda. E’ basata sul libro più universale del mondo – la Santa Bibbia>>.
“The Sunday Dispatch”, Regno Unito, 24 Ottobre 1954
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Ge'ez - Etiopico Antico

Il Significato della Parola Ge’ez ግእዝ

La parola G(e)(e)z ግእዝ (da cui la variante ግዕዝ) significa fondamentalmente 4 cose:
1) PRIMO. Il primo grado di vocalizzazione, la prima vocale, è chiamata “Ge’ez“, poiché è la prima lingua, quella del Verbo di Dio che era in Principio, che Dio usò per creare l’intero mondo dicendo e parlando, e per comunicare con Adamo dopo la sua creazione. E’ il linguaggio del Tempo (ጊዜ “Ghizie“), il più antico, eternamente esistente attraverso le epoche. Quello che c’era quando il tempo fu fondato, e che resterà fino alla fine.
La vocale “Ge’ez” è anche considerata lo stato naturale e semplice di una lettera. Questo significa che il Ge’ez è la “Lingua Pura” di cui parla il profeta Sofonia, l’unica parlata nel mondo sino alla confusione della Torre di Babilonia, e che Cristo doveva messianicamente restaurare. Quella che esce dalla bocca del Creatore, Colui che ci ha creati attraverso questo stesso Linguaggio, senza alcuna sovrastruttura umana.
Ge’ez è anche il primo stile del canto liturgico tradizionale, insieme all’ “Ezil” e all’ “Araray“, e rappresenta la Persona del Padre, Origine di Tutto.
2) LIBERO. Poiché è la lingua del popolo Etiope sempre libero, libera dalla maledizione di Babilonia, dal suo inquinamento peccaminoso e dalla sua confusa e artefatta convenzionalità. E’ la Lingua del Signore (እግዚእ “Egzie“) in piena sovranità e potere sulla Creazione, in cui il nome non è una casualità storica, ma EVOCA l’essenza reale della cosa, in un sistema logico e gematrico teologicamente e scientificamente coerente.
Nelle invocazioni del testo tradizionale etiopico “Wuddase Maryam“, si dice che “Cristo ha liberato Adamo”, “AGEEZO Le Adam“, poiché in principio gli insegnò a parlare in questo modo, e a sciogliere così la sua mente e la sua lingua.
3) COSCIENZA o ESSENZA SPIRITUALE. Perché la nostra natura è stata creata attraverso questo linguaggio, 22 cromosomi base come 22 lettere maggiori (Arcani), il nostro DNA è scritto in questo codice, e il nostro spirito parla naturalmente Ge’ez (Voce della Coscienza), e lo riconosce come propria sostanza.
4) L’ETIOPIA STESSA, com’è tradizionalmente chiamata nei Libri Santi “Bhiere Ge’ez“, la Provincia del Ge’ez.
Apprendere questa lingua significa dunque molto di più che affrontare uno studio grammaticale. Significa conoscere i misteri più profondi della Parola come arte marziale, disciplina tecnica e pratica mistica; interpretare filologicamente lo sviluppo di tutti i linguaggi umani a partire dal comune Archetipo originale; comprendere i concetti in maniera onomatopeica e immediata; trarre conoscenza naturale dalle parole ancestrali di cui la natura è riflesso.
Chiunque sia interessato a conoscere questa disciplina può farlo partecipando al nostro Corso di Studi On-Line “Fondamenti di Ge’ez”, che permette di acquisire le competenze basilari per leggere e tradurre la Scrittura Santa, apprendere le preghiere etiopi fondamentali e le forme elementari di dialogo.
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I&I Rasta

Interpretazione Rasta della Bibbia

“La cosa più importante riguardo ad I&I è il modo con cui I&I interpretiamo la Bibbia come Rastafariani”.
Antico Ras Mortimo Planno, dal suo libro “The Earth Most Strangest Man”.
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Bob Marley

Il Simbolo più Importante

Giornalista: “Voi vedete in Haile Selassie la vostra guida?”
Bob Marley: “Haile Selassie è vivo, è Dio, i giovani non hanno simbolo più importante di Lui, è il nostro Rastafari, il Dio Vivente, personificazione dell’Onnipotente come è scritto nella Bibbia. Haile Selassie è l’Africa, per noi rappresenta il ritorno all’Africa, senza Haile Selassie noi non abbiamo patria.”
Intervista con Grazia Coccia, Milano 1980
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Bob Marley

Cristo viene dalla Tribù di Giuda

“Sai, noi insegniamo queste cose, proviamo a dire alla gente che dobbiamo guardare all’Africa, perché avremo problemi in Occidente. E’ a motivo della Bibbia, sai, essa insegna che quando vediamo accadere certe cose, di sapere che queste devono accadere, e di prepararsi a ciò. Proprio come identifichiamo Cristo, nel suo avvento come Sua Maestà Imperiale Haile Selassie il Primo. Poiché la Bibbia ci indica che prima della chiusura di duemila anni, Cristo deve rivelarsi ancora, ritornare sulla terra, come Re dei Re, Signore dei Signori, e Leone Conquistatore della Tribù di Giuda, Eletto di Dio, ed egli sarà il giusto governante della terra. Poiché Giuda è il legislatore, è ciò che dice la Bibbia, Lui loderanno i suoi fratelli.”
Bob Marley, Intervista con Anita Waters, 18 Settembre 1980
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Bob Marley

I Discorsi di Haile Selassie I sono come la Bibbia

Giornalista: “Oltre alla Bibbia, quali sono le altre letture importanti?”
Marley:I Pronunciamenti (Utterances) di Sua Maestà, che sono come la Bibbia. Tu hai dei libri su Marcus Garvey. Buoni libri, ma nessuno come certi libri di Marcus Garvey ed Haile Selassie, è qualcosa che ha a che fare con la tradizione Cristiana.
Giornalista: “Non ho mai visto un libro chiamato ‘Pronunciamenti’…”
Marley:Non è popolare. E’ pieno di libri che bloccano, sai, ci sono un sacco di libri che dobbiamo acquisire che non conosco, che non penso acquisiremo perché li mettono sotto chiave. Il pubblico non deve averli. C’era un tempo in Jamaica in cui non potevi avere la Bibbia. Non ho conosciuto quel tempo, ma mi dicono che c’era un tempo in Jamaica in cui se ti vedevano con una bibbia andavi in prigione. Perché sai, la Bibbia porta troppa verità. E la gente legge e la gente pulisce. Un uomo legge qualcosa e tutto un mucchio di cose accadono subito dopo. Sai, la gente mangia così tanto porco e sta così sottosopra…“.
Bob Marley, Intervista con Anita Waters, 18 Settembre 1980
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Chiesa Ortodossa Etiope

Qeddasie – La Liturgia Etiope

La liturgia della Chiesa viene chiamata in lingua etiope “Qeddasie”, che significa letteralmente “Santificazione”.
Si sta scalzi, secondo quanto fu comandato a Mosè: “Togli i tuoi calzari, poiché il suolo su cui camminerai è santo” (Esodo 3,5).
Tutti portano un velo bianco, ad immagine del velo sacerdotale dell’agnello, per ricordare l’uguaglianza degli uomini dinanzi a Dio e coprire tutte le differenze mondane. “Dopo queste cose guardai e vidi una folla immensa che nessuno poteva contare, proveniente da tutte le nazioni, tribù, popoli e lingue, che stava in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, vestiti di bianche vesti”. (Apocalisse 7,9)
Gli uomini sono alla sinistra, le donne alla destra, secondo quanto comandato dal Salmo 44/45: “Ecco la regina alla tua destra”.
Le donne, secondo quanto raccomandato da San Paolo (I Corinzi 11), coprono completamente il capo, affinché nessuno sia distratto dalla meditazione spirituale.
Ci si prostra e inchina continuamente, proprio come nel Tempio di Gerusalemme della narrazione biblica, secondo fisionomie comuni a tutte le spiritualità orientali, tra cui l’Islam e i culti Indiani.
La Chiesa Etiopica (BieteKrestiyan) è formata come il Tempio di Gerusalemme descritto nella Bibbia: c’è una parte più esteriore, a cui tutti posso accedere, che è detta Qene Mahalet; una più interna, detta Qeddest (Santo), dove viene amministrata l’eucarestia ai fedeli; e una interna e segreta, detta Meqdes (Santo dei Santi), coperta da una tenda, a cui può accedere soltanto il clero, dove si trova una replica dell’Arca dell’Alleanza (il Tabot) e dove viene realizzata la transustanziazione del pasto eucaristico.
La liturgia è interamente cantata secondo le scale misteriose della più antica tradizione musicale biblica, in stile arabo-semitico e con imperscrutabili ritmiche ametriche.
La recitazione liturgica segue 14 modelli differenti, detti “Anafore”, che variano a seconda della data e delle celebrazioni. Queste 14 Anafore furono scritte dagli Apostoli e dai Padri della Chiesa, e fanno della tradizione liturgica etiopica la più ricca ed elaborata di tutto il mondo cristiano. 
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Chiesa Ortodossa Etiope

Il Libro di Enok – Primo Libro della Bibbia e della Storia

Il Libro di Enok è il primo libro biblico dato da Dio all’uomo nella storia, prima del diluvio universale. E’ scritto che Noè portò con sé questo libro nell’Arca.
E la tradizione etiopica ci dice anche che questo è il primo libro della storia in assoluto, poiché Enok, scriba di Dio che scrive sul Libro della Vita, fu il primo a conoscere i misteri della Scrittura, e il Signore lo portò nei cieli per contemplare la forma delle lettere: prima di allora, infatti, esse venivano soltanto pronunciate, e la tradizione profetica si tramandava soltanto oralmente.
In questa veste, Enok è conosciuto presso gli Egiziani come Toth (L’Ibis che ha il becco come una penna) o Ermete Trismegisto presso i Greci, da cui poi uscirà il nome Idrissa (tris), con cui è descritto nel Corano. Egli era Etiope, 7° discendente di Adamo l’Etiope, così come tutti i padri primordiali sino a Noè.
Sebbene gli Occidentali abbiano completamente rimosso questo testo dal loro canone biblico, ancora lo troviamo citato esplicitamente nella lettera di Giuda: “Profetò anche per loro Enok, settimo dopo Adamo, dicendo: ‘Ecco, il Signore è venuto con migliaia e migliaia dei suoi angeli per sottoporre tutti a giudizio, e per dimostrare la colpa di tutti riguardo a tutte le opere malvagie che hanno commesso e a tutti gli insulti che, da empi peccatori, hanno lanciato contro di lui’.” (Giuda 1, 14-15). Se dunque gli apostoli leggevano questo testo con autorità profetica, com’è possibile che sia scomparso dalla Bibbia delle Chiese Apostoliche ?
In verità, questo testo fondamentale (cronologicamente il primo della Bibbia) è custodito dalla sola Chiesa Etiope, e lo conosciamo integralmente soltanto in lingua Etiope. Per questa ragione, la Bibbia Etiope si rivela l’unica Bibbia completa del mondo, oltre che la più antica.
Il testo, citato abbondantemente nell’escatologia neotestamentaria, è fondamentale per comprendere la teologia messianica regale e l’idea di un regno di libertà (millenarismo) governato personalmente da Cristo sulla terra.
Molti padri apostolici e molti esponenti delle comunità cristiane dei primi secoli parlano del Libro di Enok e testimoniano a favore della sua canonicità. Fu perciò rimosso e occultato successivamente, poiché considerato pericoloso per il sistema politico filo-imperiale della chiesa romanizzata, e per la sua falsificazione spiritualistica ed eurocentrica della fede.
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Radici Africane

La Madonna Etiope di Tindari – Nigra Sum Sed Formosa

Madonna Nera con Cristo Nero nel Santuario Cattolico di Tindari, Sicilia.
Sotto i piedi della Vergine, la scritta: NIGRA SUM SED FORMOSA.
E’ una citazione della Bibbia in latino, precisamente dal Cantico dei Cantici di Salomone 1,5. “Io sono nera e bella” c’è scritto nell’originale etiopico e greco; il latino di Gerolamo sostituisce la congiunzione “e” con “ma” (SED), a riflesso della tipica mentalità razzista di Roma.
La persona che parla nel Cantico dei Cantici è la Regina Makeda di Saba ed Etiopia, e l’intero cantico è dedicato alla descrizione dell’amore tra Salomone e Makeda. Tradizionalmente, viene anche interpretato come un allegoria dell’amore tra Cristo e Sua Madre, che viene dunque identificata con l’Etiope, Etiope proprio come la moglie di Mosè e come la Terra Originale nostra madre.
E come vediamo rappresentato nella statua, Etiope sarà anche il figlio che da Lei uscirà.
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