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Haile Selassie I - Insegnamenti

Seguire il Sentiero dei Padri

“Vogliamo che voi traiate ispirazione dalla lunga e gloriosa storia e tradizione dell’Etiopia, una storia che spronò i Nostri avi a compiere gli obbiettivi essenziali alla grandezza e all’unità dell’Impero Etiopico. Se mancate di attingere e trarre profitto dall’ispirazione fornita dal Nostro glorioso passato, tratterete l’Etiopia come una nazione senza storia. Per portare alla piena fruizione gli obbiettivi per cui i vostri avi hanno vissuto e sono morti, voi dovete, servendo il vostro paese, seguire il sentiero che essi hanno mostrato alle generazioni successive per migliaia di anni”.
— Sua Maestà Imperiale Haile Selassie I —
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Haile Selassie I - Insegnamenti

L’Armoniosa Saldatura di Vecchio e Nuovo

“E’ un ovvietà che l’uomo sia mortale, ma i suoi conseguimenti durante il suo breve soggiorno sono vitali sia per la storia che lascia dietro di sé che per i benefici che ne trae la posterità.
Ciò è illustrato dal fatto che siamo in grado di soddisfare i requisiti del nostro tempo primariamente a motivo dei nostri antenati, che oltre a trasmetterci i benefici della tradizione, hanno versato il proprio sangue per salvaguardare l’indipendenza e l’integrità territoriale della nostra nazione.
In questa era, metodi, pensieri e idee moderne hanno soppiantato i vecchi modi; ma a motivo della nostra tradizione siamo stati in grado di muoverci con il ritmo dei tempi, e di mantenere ancora il nostro senso della proporzione. Sebbene molto sia stato votato all’ottenimento di un’armoniosa saldatura di vecchio e nuovo, in una maniera accettabile per tutti – la vecchia, la giovane e le future generazioni – rimane ancora molto da conseguire. A chi non piacerebbe vedere il suo neonato come un giovanotto di 5 o 10 anni ? Ma questo è contrario al piano della natura.”
– Sua Maestà Imperiale Haile Selassie I –
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Babilonia

Tradimento – Tradizione – Traduzione

Secondo la Scrittura Biblica, in principio “tutto il mondo aveva una sola lingua e una sola parola” (Genesi 11, 1), la stessa che Dio aveva utilizzato per creare il mondo e che aveva insegnato ad Adamo primo uomo. Ma quando gli uomini costruirono – attraverso gli straordinari poteri logici e scientifici offerti da quel linguaggio – una struttura che giungesse ai cieli per rivaleggiare con Dio, furono da Lui puniti con la confusione delle lingue, mentalmente depotenziati e socialmente dispersi, presso la celebre Torre di Babilonia, archetipo dei grattacieli e di ogni potere tecnologico dell’uomo che si erge superbamente contro Dio, la Verità e la Giustizia.
A quel punto, la tradizione etiope ci dice che si originarono 72 lingue parlate e 20 alfabeti scritti, tra cui quello latino che stiamo maneggiando. Lingue ed alfabeti figli della confusione e dell’alterazione, che in loro stessi portano testimonianza perpetua di contraddizione e perversione psicologica, come anche Dante ha riconosciuto in una delle sue opere, il “De Vulgari Eloquentia”.
Mentre la lingua Ge’ez originale è fondata sul Verbo di Dio, evocativa, onomatopeica e accordata alle forme della Natura, perfettamente coerente nelle radici e matematicamente bilanciata attraverso il calcolo gematrico, le lingue dell’occidente, in particolare quelle più recenti, sono il frutto di convenzionalità e mescole storiche irrazionali, che foggiano uno strumento cognitivo altamente artefatto e contorto.
La lingua del serpente è biforcuta, il suo parlare è doppio secondo la doppiezza del suo cuore, ipocrita e subdolo, internamente scisso nel senso e nella mentalità. Così come “gli spiriti immondi, quando lo vedevano, si gettavano davanti a lui e gridavano: <<Tu sei il Figlio di Dio!>>” (Marco 3,11), e come il Signore diceva ai propri nemici accusatori “Tu lo dici!“, così questa lingua doppia deve confessare la verità e tradirsi, come un serpente che mangia sé stesso. La profezia infatti recita:
Ogni ginocchio si piegherà, e ogni lingua confesserà“, persino quella dei nemici. Che lo fa proprio nella parola TRADIMENTO.
La radice di questa parola è il verbo latino “tradere”, che significa consegnare, tramandare. Molto curiosamente, l’associazione semantica tra il tradimento come atto di slealtà, e il tradere inteso come consegnare, deriva proprio dalla storia della Cristianità, quando nei primi secoli, durante le persecuzioni romane, i “traditores” erano coloro che consegnavano alle autorità imperiali i libri, le reliquie, gli oggetti santi e anche i fratelli della Chiesa Cristiana.
Altrettanto curiosamente, questa stessa radice compare nella parola utilizzata per indicare la TRADIZIONE, che dunque, dal punto di vista strettamente linguistico, equivale perfettamente a TRADIMENTO, come forma sostantivata della radice TRADERE. Lo stesso può essere applicato alla parola TRADUZIONE, da cui anche il detto popolare “Traduttori Traditori”.
La lingua italiana confessa in sé stessa che la Sua Tradizione è un Tradimento, dacché basata su una versione romanizzata di quella fede Cristiana Afro-Orientale contro cui i Romani hanno praticato eccidio e persecuzione oltre misura più di qualunque altra civiltà, a partire dalla croce su cui uccisero Cristo Stesso: una versione manipolata e falsificata, che rappresenta un pieno rinnegamento dei principi e dei costumi della Cristianità Originale.
Ed è un tradimento anche la loro traduzione della Bibbia e del linguaggio Cristiano. E’ evidente che la lingua europea e pagana del latino non può comunicare lo spirito della letteratura biblica semitica, né rendere adeguatamente la sua mentalità spirituale originaria, e tutta la loro interpretazione teologica è viziata da questa romanizzazione forzata e snaturante, praticata per interessi politici coloniali di dominazione culturale.
Ecco dunque l’illusione del Papa di Roma, che non riflette alcuna somiglianza con la vita di Cristo, mentre ricorda precisamente, nei modi e nell’attitudine, i politici e i sovrani romani, e come loro, a differenza di Cristo, si sbarba; tuttavia pretende di rappresentarLo sulla Terra in maniera esclusiva e infallibile, e dichiara il Vaticano “culla della Cristianità“, mentre è la culla dei suoi crocifissori.
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