
“Sua Maestà l’Imperatore Haile Selassie I, Re dei Re, Scelto di Dio, Leone Conquistatore del Lignaggio di Giuda, discendente di Re Salomone e della Regina di Saba, siede immobile, avvolto nel suo setoso mantello nero che nasconde l’altro suo vestito. I pensieri di ognuno involontariamente si volgono all’immagine di un qualche dio Orientale, fin quando non ci si avvicini e si possano distinguere i suoi tratti. E’ un individuo vivente, pensante, senziente che siede sul trono imperiale d’Abissinia. I suoi occhi sono tersi, saggi e penetranti. Dall’alta fronte scaturisce il naso delicato, ben proporzionato. La forse debole bocca è attorniata da una corta barba e baffi, nero carbone come i suoi spessi capelli. Il colore del suo volto è bronzo dorato scuro. Quando dà la sua mano insolitamente ben-formata, piccola ma forte, un sorriso luminoso accende i tratti scuri e gli occhi tristi.”
(Tratto da “The Abyssinia I Knew”, Generale Virgin, London 1936, pag. 62)
“Aveva gli occhi fiammeggianti come fuoco, i piedi avevano l’aspetto del bronzo splendente purificato nel crogiuolo. La voce era simile al fragore di grandi acque. Nella destra teneva sette stelle, dalla bocca gli usciva una spada affilata a doppio taglio e il suo volto somigliava al sole quando splende in tutta la sua forza.”
(Apocalisse 1, 15-16)


