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Guerra Italo-Etiopica

Il 5 Maggio 1941, Liberazione dell’Etiopia dal Fascismo

YeNetzannet Qen

L’Etiopia fu liberata dal Fascismo, prima tra tutte le nazioni del mondo, il 5 Maggio 1941.

Rileggete quella vecchia poesia di Manzoni (5 Maggio), per cogliere l’eternità profetica dell’evento. Moriva Napoleone, il Leone di Napoli. E qui muore “Napoloni” (come il buon Charlie Chaplin chiama Mussolini nel “Grande Dittatore”). Eterno mistero dell’italiano imperialista esaltato, e poi calpestato.

E tuttavia perdonato. Perché non siamo in Yugoslavia e non c’è Tito, c’è lo Spirito di Cristo, e seppur la vittoria nel 1941 sia lontana, la prima cosa che fa il Re al rientro è garantire l’amnistia a tutti i suoi nemici, e una fetta consistente di famiglie italiane è tutt’ora viva a motivo di questa grazia ignorata, di cui loro non sarebbero capaci.

Nella foto, Haile Selassie I calpesta una bomba inesplosa, sotto lo sguardo attonito dei suoi soldati, e si fa fare una foto. Erano i giorni dell’invasione, e gli Italiani gassavano la popolazione con l’iprite, ed abusavano slealmente di tutti i loro vantaggi tecnologici. Haile Selassie I è in prima linea, sotto le bombe, sotto il fuoco, con la mitragliatrice in mano, con il piede sulla bomba. Partigiano prima dei Partigiani. Difensore degli oppressi.

E Mussolini, chi l’ha mai visto combattere la guerra che lui stesso aveva originato ? Finirà appeso e sputato, mentre il Re riprenderà posto sul Suo trono d’oro.

Come sapeva molto bene quel giorno, in cui decise di farsi fare una foto “da incosciente”, per dare speranza a tutti i popoli dei mondo spaventati dal fascismo.

Lui, nel mezzo del diluvio di fuoco, era così tranquillo..

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